Mostre 2013/2014



UNA QUOTIDIANITÁ INTERROTTA - Ritratti di vittime del terrorismo


Tra il 1969 e il 1980 l'Italia attraversa una stagione sanguinosa. Gli estremismi di destra e di sinistra scatenano un'impressionante attacco allo stato, alle sue istituzioni, e agli uomini che le rappresentano. Il bilancio è drammatico. Oltre cinquecento le vittime, migliaia i feriti. Incalcolabili i danni materiali e morali. A perdere la vita, o a rimanere invalidati per sempre, non sono soltanto servitori dello stato – magistrati, carabinieri, poliziotti, agenti della polizia penitenziaria, che pure sopportano il sacrificio maggiore –, ma anche comuni cittadini, bersagli indifesi di una spietata violenza eversiva, che progressivamente diventa fine a se stessa. Quando il fenomeno è rientrato, lasciando dietro sé una quantità enorme di lutti, di vite spezzate, di esistenze cambiate per sempre, la nostra collettività ha cercato di rimuovere l'esperienza vissuta, perché lacerante e non ricomposta. A pagarne le conseguenze maggiori sono stati i famigliari delle vittime. Negletti dalle istituzioni che non volevano riconoscerne identità e sofferenze, privi di un appoggio economico, condannati a una totale invisibilità. Solo negli ultimi anni, grazie al contributo di alcuni famigliari, l'atmosfera è cambiata. Esiste maggior attenzione, e il racconto delle vite spezzate delle vittime, e delle loro famiglie, riceve la considerazione e l'attenzione che avrebbe sempre meritato. Resta però ancora molto da fare. L'obiettivo è rendere universale un'intuizione importante. Dietro ognuna delle vittime della violenza politica, dietro il motivo apparente che ne ha cagionato la morte, c'è un cittadino come chiunque di noi. Una persona, eletta a oggetto di odio in nome di ideologie pronte a usare anche metodi barbarici pur di conseguire le loro utopie. Raccontare è rendere partecipi, ascoltare è partecipare. Conoscere quanto ci ha preceduto ci aiuta a comprendere chi siamo e ci aiuta anche ad avere rispetto della vita di chi ha agito in questo mondo con la propria umanità. Per questo motivo, la finalità della mostra fotografica UNA QUOTIDIANITÁ INTERROTTA – Ritratti di vittime del terrorismo, composta unicamente da scatti inediti, non si esaurisce nella rievocazione della nostra memoria collettiva, il che già sarebbe un obiettivo importante. Nell'ambito della mostra le vittime verranno ricordate non, come viene fatto usualmente, attraverso gli scatti che ne documentano la fine, ma per mezzo di istantanee che le rappresentano in semplici momenti delle loro vite. Con una duplice finalità. In primo luogo fissare il loro ricordo appuntando il fuoco sulla loro esistenza come persone, prima che come vittime. E in secondo luogo, al fine di estendere, attraverso l'immedesimazione, la consapevolezza che il fenomeno della violenza politica riguarda ciascuno di noi in quanto cittadino, e non solo chi ha un ruolo o indossa una divisa.