Alessandra Molinari

ha compiuto la sua formazione all’Università di Roma “La Sapienza” e all’Università di Siena. Fin da studente è stata coinvolta nell’equipe stabile degli scavi della Crypta Balbi (diretti dal prof. Daniele. Manacorda), dove ha potuto perfezionare la sua preparazione metodologica, nonché studiare e pubblicare i materiali basso-medievali rinvenuti in quegli scavi. Gli anni immediatamente successivi alla laurea sono stati dedicati ad approfondire problemi di metodo della ricerca archeologica, sia nella ricerca sul campo sia nello studio dei materiali. In particolare, il prof. Riccardo Francovich, con il quale si è laureata, le ha affidato la creazione del laboratorio di archeometria dell’Università di Siena, dedicato alle analisi scientifiche e allo studio della ceramica e dei metalli. In quell’ambito ha partecipato ad alcuni grandi progetti di analisi scientifiche e in particolare a quello sulle ceramiche invetriate altomedievali. Nel 1989 ha iniziato le sue ricerche in Sicilia e in particolare nell’area di Segesta/Calatafimi, costruendo nuovi modelli interpretativi delle trasformazioni sociali e culturali siciliane dal periodo tardoantico a quello svevo; ha scoperto monumenti di grandissimo interesse come la grande moschea congregazionale, il castello e la chiesa di età sveva e ha scavato un’interessante area produttiva di età islamica a Mazara del Vallo. Le ricerche siciliane sono state oggetto della tesi di dottorato e di numerose pubblicazioni scientifiche, comprensive di una monografia. Nel 1995, grazie ad una borsa del Governo Spagnolo, ha perfezionato le sue conoscenze sul mondo islamico ed in particolare sui sistemi agricoli di origine musulmana, presso l’Università Autonoma di Barcellona (prof. M. Barcelò) Nel 1998-99 ha co-diretto (con i proff. Francovich, Manacorda, Papi) gli scavi nell’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena, con interessanti problemi di relazione con il grande cantiere di restauro. Attualmente fa parte del comitato scientifico, nominato dal Comune di Siena, per la realizzazione del museo della città all’interno di questa struttura. Dal 2001 sono iniziate le indagini sistematiche ad Arezzo presso il Colle del Pionta e nel suo territorio, in particolare del castello di Montecchio Vesponi. Le ricerche attuali si stanno spostando su Roma e il Lazio, dove sta cooperando con diverse istituzioni straniere, quale esperta del periodo medievale. In particolare ha collaborato alla realizzazione degli scavi a Roma - Piazza Navona, n. 62 (l’École Française de Rome) e alla loro edizione e a Villamagna - Anagni (dir. dr. E. Fentress e dr. C. Goodson). In collaborazione con la Escuela Española de Historia y Arqueologia ha iniziato un nuovo progetto di valutazione complessiva del sito di Tusculum (Frascati) e di scavo nell’area della sua rocca. Per il Lazio ha cominciato a proporre una revisione critica delle evidenze materiali in relazione al grande modello interpretativo di P. Toubert sul fenomeno dell’incastellamento. Assieme con i prof. L. Spera, e R. Santangeli, nonché con il patrocinio dell’EFR, della EEHAR e della BSR, sta organizzando un convegno ed un completo censimento delle attività produttive a Roma tra V e XV secolo. Infine, è stata membro dal 2007 al 2011 del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e fa inoltre parte delle redazioni delle riviste “Archeologia Medievale” (dal 1987) e “Arqueologia y Territorio Medieval” (dal 2008), entrambe con diffusione internazionale. Dal 2008 è vicepresidente della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) e dal 2009 fa parte del comitato internazionale dell’associazione per lo studio della ceramica medievale (AIECM2).


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